<div>L’Adorazione dei pastori è 'di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio. In fuga da Malta, il pittore si ferma in Sicilia e qui, a Messina, crea questo capolavoro per la chiesa di Santa Maria della Concezione, retta dai padri cappuccini. Il tradizionale tema natalizio è narrato con grande poesia e con grande capacità di rispondenza all’atmosfera francescana cui è destinato. Caravaggio rappresenta il momento in cui i pastori sono giunti davanti al Bambino e a sua Madre, ma è come se risuonasse nell’ espressione dei loro volti la voce angelica udita nella notte, e già si sentissero le loro voci di lode e di gloria sciolte nel ritorno. In quel momento però tutto tace, si percepisce il silenzio di quell’istante, che è il silenzio profondo e denso proprio dei momenti di adorazione. Ciascuno parla nel proprio cuore, e anche Maria medita nel proprio cuore tutto ciò che sta accadendo, un evento del tutto nuovo innanzitutto per lei.</div>
<div>Caravaggio pone Maria al centro della rappresentazione; è sdraiata, e ricorda la tradizione delle Natività dipinte in ambito bizantino e italiano tra il Duecento e il Trecento. Maria osserva le carni tenere del suo bambino, come ne osserverà le carni esangui nella tela della Deposizione. Caravaggio riesce a rappresentare la realtà dell’amore materno, la tenerezza che Maria sente per suo figlio che, come ogni madre, ha portato nel grembo e ha accolto tra le braccia.</div>
<div>L'opera si ispira al brano di Luca 2,8-20:</div><div>8 C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 13 E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:</div><div>14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli</div><div>e pace in terra agli uomini che egli ama».</div><div>15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.</div>
<div>Il Bue e l'Asino</div><div>Tradizionalmente inseriamo nei nostri presepi i due animali 'per riscaldare il bambinello'. In realtà essi sono i due più antichi simboli cristologici. Nel libro di Isaia si legge infatti: Il bue riconosce il padrone, / e l'asino la greppia del suo proprietario. La raffigurazione più antica del Dio Bambino, raffigurata nella catacombe di san Sebastiano, presenta il bambino in una greppia adorata dai due animali.</div>
<div>la cesta con il pane e lo staccio bianco sono i simboli dell'Eucarestia e della Risurrezione.</div>
<div>I tre pastori.</div><div>Sono direttamente illuminati dalla luce che proviene dal Bambino. Sono contemporaneamente spettatori e protagonisti della scena.</div><div>Insieme con Giuseppe sono disposti in modo da formare una croce. </div><div>In questa nascita caravaggio descrive anche la missione del Figlio di Dio: sacrificarsi in croce per la salvezza degli uomini, donare ad essi il suo corpo sacramentale, donare la Vita Eterna attraverso la sua resurrezione.</div>

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