Madonna di Santa Trinità-Cimabue
Pochissime notizie sono certe sulla vita di Cimabue, pseudonimo di Cenni (o Bencivieni) di Pepo. Nato circa nel 1240 a Firenze, le sue prime opere risalgono al 1270, vale a dire "Il Crocifisso di San Domenico" e alcune attività ai mosaici del battistero di Firenze.Durante il 1280 il pittore raggiunge il maggiore successo con "La Maestà di Santa Trinità" e "Il Crocifisso di Santa Croce". Nel 1301 si trova a Pisa per lavorare ad un'altra Maestà insieme a Giovanni di Apparecchiato, ma l'opera andò perduta prima del completamento. Cimabue morì in quella città nel 1302 immagini.danielesquaglia.it
La Madonna, o Maestà, di Santa Trinità è una delle maggiori opere del pittore Cimabue. Datata 1285-1286 e con dimensioni 385x223 cm, rappresenta la Vergine Maria con il braccio Gesù bambino, contornata da quattro profeti (Geremia, Abramo, Davide e Isaia) e otto angeli. E&apos; stata realizzata con tempera e oro su tavola e attualmente si trova nella Galleria degli Uffizi, a Firenze.<br />
La Madonna odigitria (in greco, &quot;che indica la via&quot;) è rappresentato secondo i canoni bizantini, poichè la donna, che può stare in piedi o seduta su un trono, indica il bambino. Tutto il corpo della donna da un senso di tridimensionalità e rende l&apos;idea di una prospettiva centralizzata. Anche le pieghe degli abiti danno ancora un senso di rigidità, la grande abilità nel creare giochi di luce danno prova di fluidità e ricchezza inventiva. Il volto di Maria spezza la fissità delle espressioni sempre rigidamente applicata nel periodo, donandole tratti spigolosi e decisi ma con un accenno ad un sorriso. Solo Giotto, in seguito, riprenderà questa tecnica.<br />Il bambino è seduto composto, maestoso, tiene la destra in posizione di benedizione e nella sinistra tiene il rotolo delle Scritture. Egli rappresenta la Verità, la Via e la Vita, mentre invece Maria simboleggia la Chiesa.<br /> upload.wikimedia.org
Il trono presenta una struttura massiccia e tendente verso l&apos;altro, donando un senso di verticalità all&apos;opera. La decorazioni richiamano tarsie marmoree orientali e cosmatesche e il tutto è contornato dal diffuso utilizzo dell&apos;oro, non solo sul trono ma anche sulle aureole degli angeli e sullo sfondo. Con la prospettiva e il chiaroscuro, Cimabue riesce a dare al trono un senso di rilievo e volume, mettendo in mostra tutta la sua complessità spaziale.<br />
Dalle tre aperture sottostanti il trono, si trovano i volti dei profeti. A destra abbiamo Isaia, a sinistra Geremia e al centro Abramo e Davide, tutti con in mano rotoli dell&apos;Antico Testamento con alcuni versi in latino. L&apos;oro sullo sfondo contribuisce a dare l&apos;idea di vuoto e sembra che i profeti si affaccino dalle aperture. Abramo e Davide sono composti e sembrano ripresi durante una discussione sulla verginità e la concezione; Isaia e Geremia, invece, hanno il capo rivolto verso l&apos;alto. I profeti e il trono sembrano creare una specie di triangolo, dove i due centrali rapresentano la capacità di ragionare dell&apos;uomo e si interrogano sul mistero dell&apos;incarnazione, mentre quelli laterali sembrano averlo scoperto e lo osservano ammaliati.<br /> ilsassonellostagno.files.wordpress.com
Intorno al trono troviamo una serie di angeli, rapresentati in maniera sproporzionata e tutti con le teste inclinate simmetricamente gli uni rispetto agli altri, come se volessero formare una scala gerarchica. Anche qui l&apos;oro contribuisce a dare un senso di profondità e suggerisce una rappresentazione su più piani. I corpi vengono rappresentati in maniera magistrale grazie al chiaroscuro e l&apos;utilizzo del rosso e il blu delle vesti hanno un significato: rappresentano infatti la fusione tra fuoco e aria, cioè la sostanza.<br />

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