<div>“La difesa della razza” era una rivista razzista ed antisemita, voluta e promossa dal fascismo, che proponeva rimedi di tipo eugenetico (sterilizzazione, soppressione, castità, divieto dei matrimoni misti) e segregazionista (isolamento, discriminazione) per impedire la contaminazione o l’indebolimento della “razza italica”, e forniva una giustificazione pseudoscientifica delle leggi razziali. </div><div><br></div><div>La rivista, diretta da Telesio Interlandi, vide il suo primo numero il 5 agosto 1938 e venne stampata, con cadenza quindicinale, fino al 1943 dalla casa editrice Tumminelli di Roma.</div><div><br></div><div>La rivista contribuì a creare (o a consolidare) un clima di intensa diffidenza e di avversione nei confronti degli ebrei (ma anche degli africani, degli zingari, dei meticci, dei malati di mente, di tutti coloro che venivano presentati come una minaccia per la presunta purezza della razza italiana). </div>
<div>Citazioni colte</div><div><br></div><div>Nel riquadro si leggono due versi di Dante Alighieri (Paradiso, canto XVI): </div><div><br></div><div>Sempre la confusione de le persone / principio fu del mal de la cittade (La mescolanza di persone dai costumi diversi fu sempre causa della decadenza di Firenze).</div><div><br></div><div>Le citazioni colte sono un tentativo di dare uno spessore culturale al razzismo italiano. </div><div><br></div><div>I curatori della rivista cercavano insomma di dare a intendere che Il razzismo non era solo una loro "fissazione", ma un'idea corrispondente alla tradizione culturale italiana.</div><div><br></div><div>Nei due versi citati Dante comunque criticava la mescolanza tra fiorentini originari della città e gente proveniente dalle campagne circostanti, non certo gli ebrei o i neri.</div><div><br></div><div><br></div>
<div>Razze superiori e inferiori</div><div><br></div><div>Un gladio (spada romana) separa la "pura razza italica", rappresentata in realtà da una statua greca (il Doriforo di Policleto), da quelle ebraica e africana.</div><div><br></div><div>Le razze sono rappresentate mediante statue per significare che i caratteri biologici sono immutabili. Il viso marmoreo che simboleggia la razza italica è dietro agli altri due visi ma la regola della prospettiva non viene rispettata, esso infatti appare più grande per suggerire l'idea della sua presunta superiorità.</div><div><br></div><div>Il messaggio razzista della copertina è chiaro: la superiore razza italica deve stare separata dalle razze ebraica e africana; se necessario, la separazione deve essere imposta con la forza (la spada), compito che spetta alle giovani generazioni italiane (il braccio che regge la spada è evidentemente quello di un giovane, mentre il fatto che la spada sia un gladio allude alle origini romane della "stirpe italica"). </div>
<div><span style="font-size:16px;">L'infertilità degli ibridi. </span></div><div><br></div><div>Clicca sull'immagine per passare alla seconda copertina.</div> www.thinglink.com TOUCH this image to discover its story. Image tagging powered by ThingLink
<div>"La stampa", 3 settembre 1938. </div><div><br></div><div>Clicca sul tasto sottostante per visualizzare l'immagine nella sua interezza.</div> www.radiocora.it
<div>Introduzione - La comunità ebraica italiana e l'avvento del fascismo.</div><div><br></div><div><br></div> www.youtube.com L’idea del film nasce dalla considerazione che : nonostante ci fosse una dittatura fascista dall’ottobre del 1922, i livelli di antisemitismo in Italia erano...
<div>Un articolo antisemita, pubblicato su “La difesa della razza” nel 1941, che contiene una proposta a carattere segregazionista.</div><div><br></div><div><br></div><div>Ebrei al mare. </div><div><br></div><div>Parlare di stagione balneare al momento attuale può parere una stonatura; ma siccome è ben certo che molte famiglie si recheranno anche quest'anno ai bagni, e il Ministero delle Comunicazioni ha recentemente annunciato forti riduzioni ferroviarie per le località balneari, spero che non vi dorrete se affronto – dal punto di vista razziale – un argomento di questo genere. Fra i villeggianti, si può starne sicuri, gli ebrei saranno in percentuale molto notevole: esenti dal servizio militare; esenti anche dai pensieri della guerra, poiché nessun loro parente si trova alle armi; esenti persino dalle preoccupazioni d'indole generale che sono causate dal conflitto, (...) non c'è dubbio che i giudei d'Italia avranno una gran voglia di spendere e di divertirsi, e si riverseranno sulle nostre spiagge. </div><div><br></div><div>Si ripeterà così l'avvilente spettacolo degli scorsi anni: tutte le spiagge italiane infestate da un gran numero di ebrei.</div><div><br></div><div>Se nelle normali manifestazioni della vita la promiscuità con gli ebrei è degradante e dolorosa, sulle spiagge, ove le conoscenze, le amicizie e i cosiddetti "flirts" sono facilissimi, la presenza dei giudei, che sanno mescolarsi agli ariani con somma abilità, costituisce uno sconcio deplorevole. Non si vuole impedire alle famiglie ebree di godere il mare e il sole dell'Italia (...); si vuole soltanto operare anche qui una netta discriminazione, che eviti il pericolo di nuovi contagi. </div><div><br></div><div>Si istituiscano dunque stabilimenti balneari riservati agli ebrei; si destinino agli ebrei – nei grandi stabilimenti – dei reparti speciali. Chi vorrà vedere i figli di Giuda saprà dove trovarli; e chi vorrà godersi la pace marina senza un così triste spettacolo, potrà farne a meno.</div>
<div>Segregazionismo = indirizzo politico che sostiene e attua un regime di discriminazione razziale. È caratterizzato dalla separazione delle persone nella vita quotidiana, che non possono usare le stesse strutture pubbliche, e pertanto si ripercuote su varie attività, come ad esempio mangiare in un ristorante, bere da una fontana e usare i servizi igienici…</div><div><br></div><div>L’Apartheid sudafricano, in vigore fino al 1994, è stato una forma di segregazionismo.</div><div><br></div><div>Nell'immagine, accessi ad un bagno di Johannesburg separati per bianchi e neri .</div> globalbrief.ca
<div>La comunità ebraica e l'avvento del fascismo.</div><div><br></div><div>La comunità ebraica italiana (quella di Roma in particolare) era la più antica comunità ebraica d’Europa (presente nella Penisola fin dal II secolo a.C.).</div><div><br></div><div>Complessivamente, gli ebrei erano pochi (circa 47 mila, su una popolazione italiana totale di oltre 41 milioni di abitanti) e ben integrati con il resto della popolazione. </div><div><br></div><div>Nei primi mesi del 1938 in Italia ci fu, ad imitazione della Germania nazista, una violenta campagna antisemita, che portò il regime fascista a promulgare, tra settembre e novembre, le “leggi razziali”, cioè delle leggi in cui si diceva che gli italiani erano “ariani” e che gli ebrei non erano mai stati italiani.</div><div><br></div><div>A partire da quel momento, gli ebrei italiani non potevano più lavorare nelle amministrazioni pubbliche, insegnare o studiare nelle scuole e università italiane, far parte dell’esercito, gestire alcune attività economiche e commerciali che il fascismo giudicava “strategiche” per la nazione. </div><div><br></div><div>Di anno in anno le misure contro gli ebrei diventarono sempre più dure, fino al 1943, quando l’occupazione tedesca dell’Italia del centro-nord diventò una tragedia anche per gli ebrei italiani, molti dei quali finirono nei campi di concentramento e di sterminio.</div> www.7per24.it

Sign up

By signing up you agree to the Terms of Service.