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IMU TASI TARI

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TASI per i CD e gli IAP (persone fisiche o società), iscritti alla previdenza agricola, non sono considerati fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai medesimi soggetti e sui quali persiste l’esercizio delle attività agricole.<br />Area edificabile affittata a un coltivatore diretto o agricoltore professionista. Resta edificabile e quindi si paga la TASI.
Proprietari e inquilini<br />Il titolare del diritto reale (proprietario) e l’inquilino (locatario) sono titolari OGNUNO di un’autonoma imposizione tributaria (comma 681 della Legge di Stabilità). Quindi, l’inquilino versa una percentuale compresa fra il 10 e il 30% della TASI in base a quanto previsto dalla delibera comunale, il proprietario paga il resto. Ognuno è responsabile della sua quota. Se uno non paga la sua parte, l’altro non è in alcun modo responsabile in solido (non deve pagare la parte dell’altro). Esiste invece una responsabilità solidale fra proprietari dello stesso immobile oppure fra diversi inquilini.
Terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Sono esclusi dalla TASI se vi persiste l’esercizio dell’attività agricola e purché vengano condotti dal proprietario (in pratica, non vengono considerati terreni agricoli).
IUC (IMU-TARI-TASI): Regolamenti e delibere aliquote/tariffe www.finanze.it OpenCms error page
COSA è la TARI<br /> <br />La tassa sui rifiuti (TARI) è stata istituita dalla Legge n. 147 del 27 Dicembre 2013, commi 639 e ss., decorre dal 01 Gennaio 2014 e sostituisce il prelievo vigente fino al 31 Dicembre 2013 (TARES e T.I.A.).<br />Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla TARI le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali di cui all&apos;articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva.<br /> <br />Per l&apos;applicazione della TARI si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti. Relativamente all&apos;attività di accertamento, il Comune, per le unità immobiliari iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile alla TARI quella pari all&apos;80 per cento della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 138.
A differenza del passato, i Comuni potranno stabilire riduzioni ed esenzioni sulla base della capacità contributiva del nucleo familiare.<br />Riduzioni e misure di incentivazione di comportamenti virtuosi<br />La TARI è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall&apos;autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all&apos;ambiente.<br />Nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, la TARI è dovuta in misura non superiore al 40% della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita.<br />Il comune con specifico regolamento può prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni nel caso di:<br />a) abitazioni con unico occupante; <br />b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo; <br />c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente; <br />d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all&apos;anno, all&apos;estero; <br />e) fabbricati rurali ad uso abitativo.<br />Per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli urbani, nella determinazione della TARI, il comune, con proprio regolamento, può prevedere riduzioni della parte variabile proporzionali alle quantità che i produttori stessi dimostrino di avere avviato al recupero (va comunque rilevato che il comma 661 stabilisce che il tributo non è dovuto in relazione alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero).
dal 2014 non è più valida l&apos;esenzione imu per i terreni agricoli condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (iap) introdotta per la seconda rata dell&apos;imposta nel 2013.
Iuc, l&apos;imposta unica comunale. Prende il posto della Tares, che abbiamo pagato l&apos;anno scorso. Questa nuova imposta, che si compone di tre voci diverse: la Tari, ovvero la tassa rifiuti, la Tasi, che colpisce tutti gli immobili e l’Imu, sugli immobili diversi dall’abitazione principale. Per il pagamento di queste imposte ogni Comune stabilisce il numero di rate e le scadenze, prevedendo anche il pagamento separato di ogni singola imposta in momenti diversi.
Rispunta la Tari per le imprese che smaltiscono «autonomamente» i rifiuti speciali che, pur provenendo da attività produttive, si considerano assimilati agli urbani (domestici). Confagricoltura aveva accolto favorevolmente il decreto legge del DL SalvaRoma, che aveva chiarito l&apos;esclusione dall&apos;imposta per le imprese che provvedono ad una gestione dei rifiuti sostenendone i costi. Ma nulla è scontato. www.confagricoltura.it Comunicazione Confagricoltura, Rispunta la Tari per le imprese agricole?
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